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Il bacino d’utenza interessato è situato in Ogliastra, sul versante centro-orientale della Sardegna.
È costituito dai territori dei centri abitati di Baunei, della sua frazione, S. Maria Navarrese, e di Triei, con una popolazione totale di circa 5200 abitanti. Il movimento demografico, relativamente agli ultimi lustri, indica che il tasso di natalità, uniformemente alla tendenza nazionale, è fortemente diminuito.
La tradizionale economia agro-silvo-pastorale viene oggi integrata da attività diverse, significative soprattutto sul versante delle piccole imprese artigiane, tali da garantire un reddito medio più decoroso che in passato: molti di questi artigiani (piastrellisti, falegnami, idraulici, imbianchini, saldatori) portano quotidianamente nei paesi d’Ogliastra le professionalità acquisite negli anni di lavoro trascorsi all’estero o nei corsi di specializzazione.
L’attività commerciale è limitata ai generi di prima necessità: alimentari, Bar, Tabacchi.
Un settore importante per l’economia del paese è rappresentato dal turismo, che si è sviluppato negli ultimi vent’anni, lungo un processo che ha visto prima l’indebolimento, ai limiti della scomparsa, poi la valorizzazione, in atto, di molte attività tradizionali legate all’artigianato, utili a promuovere un’offerta turistica già forte delle risorse naturali del territorio.
La popolazione, nel trarre un certo benessere dal flusso turistico estivo, mette alla prova la sua capacità di aprirsi a realtà e situazioni culturali assai diverse: le comunità, allora, trovano l’occasione di ri-scoprire i propri legami ad usi e modi di vita legati ai luoghi e alla consuetudine, svelando, talvolta, anche una velata diffidenza verso ciò che ancora appare “diverso” e manifestando, talaltra, la migliore disposizione verso l’altro, anche quando esso sia sporadicamente rappresentato dal turista di passaggio.
D’altra parte, la popolazione locale, come tutte le comunità di certe aree dell’isola, è attratta da nuovi comportamenti, dettati da modelli incombenti, fatti propri in una maniera tale da generare conflitti -ravvisabili soprattutto nel disorientamento delle nuove generazioni- tra ciò che si conosce e ciò che ancora non si possiede.
Da un’indagine realizzata proprio tra i giovani, pochi anni or sono, emerge un dato che ci sembra positivo e quindi degno di considerazione da parte della scuola: essi avvertono la necessità di essere gli artefici del loro avvenire ma non sempre sono in grado di operare scelte concrete e chiare perché, pur intravedendo le mete che vorrebbero raggiungere, difficilmente riescono nel loro intento, sia per la mancanza di motivazioni forti, oltremodo necessarie a generare una cultura imprenditoriale in un contesto territoriale debole, che per le carenze sul piano della professionalità, per la cui costruzione l’offerta formativa non è, evidentemente, ancora sufficiente.
Sul piano dell’offerta culturale, si nota un interesse crescente, ma forse non ancora appagante, per l’attività proposta dalle polisportive, da un sistema bibliotecario sempre più attivo e pronto alla collaborazione con la scuola, dalle parrocchie.
I bar, comunque, sembrano essere ancora le mete predilette, anche dai più giovani, che preferiscono questo svago ad altre attività ricreative. In sintesi, dall’analisi relativa alla realtà sopra riportata emerge che l’istituto si trova in un contesto economico e socioculturale che presenta le seguenti caratteristiche:
- Attività tradizionali che a stento riescono ad essere riconvertite economicamente;
-Una discreta professionalità che può dare buone possibilità di guadagno;
-Un turismo che integra parecchi redditi familiari ma non ancora sviluppato al massimo delle sue potenzialità;
-Una famiglia ancora solida sul piano morale e affettivo ma spesso incapace, sul piano della scelta dei modelli educativi, di curare il ricambio generazionale di cui è protagonista;
-Una gioventù che percepisce le necessità di adeguarsi al nuovo che incalza ma che non sa come agire per collocarvisi produttivamente.
Pertanto, in un quadro culturale che vede protagonista una società legata al passato ma aperta già verso la modernità (da intendersi nel senso più ampio, più o meno positivo), la scuola si pone più che mai come grande soggetto educante, tale da assolvere anche ad un ruolo di supporto alle famiglie e da arginare fenomeni che portano alla dispersione e, nel peggiore dei casi, all’esclusione sociale. Anche alle istituzioni, dunque, su tutte la scuola, spetta il compito di dare ai ragazzi lo stimolo a ricercare la propria autonomia, necessaria alla coscienza del proprio ruolo e funzionale, infine, ad un progetto di vita. |